venerdì 1 gennaio 2010

Odio la morale

L'affermazione che fa da titolo a questo post sembrerebbe quanto mai inadatta al periodo che stiamo vivendo, natale, capodanno ed epifania (che tutte le feste porta via). Mai come in questo periodo c'è l'inflazione del buonismo, del "volemose tutti bene", a Natale puoi essere più buono (perchè a ferragosto no?!), a Natale si può fare di più (è da vedere cosa). Le canzoncine mielose sotto l'albero si sprecano, bambini a cantare, mamme e papà a lacrimare (con almeno una lacrima sempre appuntata al sopracciglio), babbi natale che distribuiscono doni a tutti i bambini (quasi tutti: ad alcune milionate di bambini di altre parti del mondo probabilmente no) . C'è anche uno che saluta teneramente i suoi panettoni prima di inviarli per il mondo ad addolcire il natale.  La bontà d'animo e la bontà dello zucchero e dei dolci si confondono e si fondono in un'apoteosi pubblicitar-umanitaria (che alla fine va a finire che abbracci e baci un panettone e prendi a morsi un amico o un'amica). Come fai allora a fare un'affermazione così proprio in un periodo come questo con tante persone buone in azione. Per la verità io ho fatto e faccio questa affermazione anche in contesti molto più proibitivi, nelle assemblee religiose per esempio, fra tanti santi uomini e sante donne, nelle riunioni parrocchiali, ecc. Il problema è che non sono ancora riuscito a spiegare cosa intendo dire. Quasi sempre queste persone buone sentendomi dire  "odio la morale" (quasi quanto la religione) come esordio di un discorso che purtroppo non riesco a completare, cominciano a mormorare (come il piave), si sentono brusii, qualche parola di minaccia. Allora tu pensi "ma è solo una frase!" Non puoi giudicare una persona per una frase: devi ascoltare quello che ha da dire; semmai alla fine puoi anche linciarlo in un impeto di sacro furore moralizzatore. E invece, no! Il brusio diventa chiasso, il chiasso rumore infernale.  E allora sono costretto ad  alzare un po' la voce per cercare di fare una successiva affermazione, con la speranza che possa indurre le persone ad ascoltarmi visto che un'affermazione che chiama in causa quel Cristo che tutte le persone sante dicono di seguire e venerare. "Anche Gesù odiava la morale e la religione". Ed è vero; però evidentemente le sante persone non sono d'accordo perchè urlano e strepitano al punto che te ne devi andare. Una palla le persone sante! Sono sante si,  ma a patto che la pensino tutti come loro, che tutti si lascino giudicare senza giudicare mai loro, che si lascino anche rimproverare e maltrattare senza però permettersi di maltrattare e rimproverare loro. Una noia! Gente che non è in grado (e mai lo sarà) di entrare nel cuore delle persone, di ascoltarle, accettarle, dividerne i problemi, ascoltare anche le loro emozioni e non parlare sempre e solo delle proprie. Insomma persone che amano la morale, quella che rispetta le regole, ma non ha alcune amore nè rispetto per le persone. D'altronde andare a parlare di queste cose negli ambienti frequentati dai parrocchiani della Chiesa dell'ateismo, del laicismo e dell'agnosticismo è anche peggio: quelli non ti fanno parlare perchè applaudono e ti osannano, anche loro senza sentire il resto. E non parliamo dei centri sociali e degli alternativi, delle persone anticonformiste (che sono i peggiori conformisti perchè non fanno altro che adeguarsi e conformarsi a un modo di vestire, parlare, esprimersi  predefinito e predeterminato). Insomma, non esiste luogo al mondo dove poter spiegare questa affermazione sulla morale. A questo punto ne parliamo su questo blog; però magari in un prossimo. post. Parlare delle persone sante (ma anche degli atei, laici, agnostici e alternativi) mi secca la gola e mi svuota la mente.

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